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Mattia Bertoli

Telelavoro: pro e contro

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Come già spiegato nel nostro precedente articolo, grazie allo sviluppo di risorse e metodi comunicativi immediati, basati soprattutto sull’utilizzo della connessione ad internet, sono venute alla luce nuove concezioni professionali che si stanno facendo spazio tra le ragnatele della società moderna. In relazione a tale progresso è possibile far riferimento al concetto di telelavoro, ovvero una modalità lavorativa che permette ad un soggetto di svolgere le proprie mansioni da casa, o comunque indipendentemente dalla localizzazione geografica della propria azienda. Non si tratta, quindi, di una nuova professione, bensì di un nuovo modo di intendere il rapporto e l’attività lavorativa. Per tale motivo abbiamo deciso di elencare i pro e i contro relativi ad una carriera fondata su questa nuova modalità lavorativa, cercando di chiarire le idee, fornendo delle linee guida utili per decidere se intraprendere un determinato percorso professionale.

PRO

Il primo presupposto che porta una persona a svolgere una mansione telematica corrisponde sicuramente alla flessibilità degli orari. A chi non piacerebbe alzarsi la mattina e decidere quando e quanto lavorare, gestendo al meglio le proprie forze, rimanendo sulla scrivania qualche ora in più quando si è molto produttivi e staccare la spina immediatamente nel momento in cui lavorare diventa tedioso. Il risparmio è un ulteriore punto di forza del telelavoro, visto come accantonamento di risorse personali, grazie alla possibilità di evitare costi accessori relativi allo spostamento e alle pause pranzo, e come un guadagno di tempo da poter investire nella propria attività. Un’arma a doppio taglio, invece, potrebbe essere quella della “solitudine”. Per tante persone lavorare senza avere colleghi con cui condividere la scrivania è sinonimo di maggior concentrazione portata da un minor livello di confusione. D’altro canto bisogna stare attenti, perché un’eccessiva solitudine potrebbe portare ad un sopravvento da parte della noia, inducendo così le persone a cercare svago in attività estranee al mondo professionale.

CONTRO

Spesso le opinioni altrui hanno un grosso impatto sulla nostra vita e far capire alle persone che si sta lavorando e non giocando non è così semplice, soprattutto quando si decide di intraprendere un’esperienza lavorativa rimanendo all’interno delle mura domestiche. Il pericolo è quello di venire costantemente disturbati, appunto perché considerati sempre a disposizione. Un piccolo consiglio può essere quello di crearsi una postazione di lavoro o un piccolo ufficio all’interno della proprietà, così da far capire a se stesso e agli altri che si sta facendo sul serio. Come già annunciato precedentemente, oltre alla solitudine, bisogna fare attenzione a non lasciarsi andare e trascurare le proprie mansioni. Sicuramente, vedere il proprio divano e la Play Station a pochi passi dalla scrivania è un input distrattivo altamente allettante, ma se combattuto con la giusta mentalità può portare a benefici stimolanti.

In conclusione è bene mettere in allerta i telelavoratori, sostenendo che la soglia tra i pro e i contro è altamente confondibile. Gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori a quelli negativi, sebbene non si invertano l’uno con l’altro. E’ necessario vestirsi adeguatamente nonostante si rimanga in casa, in modo tale da considerarsi psicologicamente operativi, prendersi il proprio tempo da dedicare all’attività professionale e porsi dei limiti. Sostanzialmente, l’esperienza di lavorare da casa può considerarsi positiva, bisogna, però, rimanere accorti e cercare di mantenere separata la propria vita privata.

Lavorare dal divano

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La sveglia suona: è ora di alzarsi e andare al lavoro. Sarebbe bello pensare di poter decidere quando lavorare e quando invece prolungare il sonno almeno per quell’ora che permette ad una persona di uscire dal mondo dei sogni per addentrarsi nella vita quotidiana. Non è una pozione magica e nemmeno stregoneria, ma oggi decidere quando, quanto e come faticare è una possibilità effettiva e concretamente applicabile. Come? Principalmente grazie all’avvento di internet e dell’era del digitale che hanno permesso uno repentino sviluppo delle telecomunicazioni. D’altro canto, pensare ai lavori “fuori sede” esclusivamente sulla base della tecnologia è un forte errore, infatti, anche professioni manuali possono essere tranquillamente svolti sul divano di casa propria. 

Scopriamo assieme quali sono gli impieghi più gettonati che non necessitano di una presenza quotidiana in un luogo fisico.

LAVORI ONLINE

Al giorno d’oggi le possibilità professionali online sono cresciute esponenzialmente, grazie allo sviluppo di una community web molto attiva sui social e nella navigazione in internet. Fashion blogger, web writer o influencer sono tre figure che sono entrate nel mercato di getto, creando una quantità di contenuti a dir poco concorrenziali, tanto da rendere il mercato saturo. La vera difficoltà, infatti, non sta nello svolgere il proprio lavoro, bensì nel creare un pubblico all’interno di un mondo dove si è “uno dei tanti”. Come ogni modello di business, il vincitore è sempre colui che comincia prima, o colui che riesce a catturare sul nascere i segreti dei pionieri imprenditoriali, basti vedere Chiara Ferragni, vera e propria star del web e promotrice del termine “influencer”. Non servono particolari caratteristiche tecniche e nemmeno un ufficio di proprietà, bensì è necessario uno smart phone e una moltitudine di idee in grado di rapire la mente dei visitatori, tanto da convertire il loro stile di vita.

LAVORI MANUALI

Come accennato in precedenza, non esistono esclusivamente lavori collegati al mondo del digitale. Non solo strumenti che si collegano a internet possono essere in grado di sviluppare un lavoro che necessiti di una presenza quotidiana regolare. In generale, la figura del libero professionista, proprio come suggerisce il nome, può gestire la propria vita professionale come più predilige. Due esempi pratici possono fare riferimento alla sartoria e al mondo dei traduttori. Chiunque si occupi di taglio e cucito, infatti, non deve obbligatoriamente fornirsi di un negozio, anche se al giorno d’oggi sembra sempre più essenziale avere un luogo di riferimento, e soprattutto non ha il dovere di avere degli orari fissi. Ulteriormente, anche il traduttore, tralasciando la parte simultanea del mestiere, non ha bisogno di una scrivania e di un computer in un immobile diverso da quello di residenza. Con l’ausilio del web e della casella postale online, arrivano al destinatario testi che vengono convertiti in una lingua diversa da quella originale.

LAVORI DI GESTIONE AZIENDALE

Infine, tutti i lavori di amministrazione e gestione possono essere svolti in una sede remota rispetto a quella ufficiale. Innanzitutto, i programmi presenti nei terminali aziendali, spesso, offrono una versione mobile, in modo tale che chi non è presente in ufficio possa controllare come procede il lavoro. D’altro canto, per un manager che opera su scala internazionale e che passa molte ore sui mezzi di trasporto per raggiungere diverse parti del mondo in un brevissimo arco di tempo, la possibilità di rimanere in contatto con il proprio team è sinonimo di professionalità e di proseguimento dell’attività. 

Le possibilità sono infinite, l’unico consiglio è quello di rimanere accorti a non buttarsi in un mare pieno di squali, dove la concorrenza è esageratamente elevata. Nonostante ciò, come sottolinea l’evidenza, possedere un ufficio non è un elemento essenziale per la conduzione di un business, anche se condividere lo spazio con i propri colleghi potrebbe aumentare l’efficienza del lavoro, così come l’interazione interpersonale.

Una startup per ogni sport

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Come già annunciato nel nostro precedente articolo, il concetto di startup e della creazione del proprio business sta trafiggendo il mondo dello sport visto come esperienza di svago personale o professionale. Recentemente sono stati creati diversi business in riferimento all’attività fisica, in modo da migliorare la prestazione dei praticanti avvantaggiandone lo spettacolo. In questo articolo, noi di Yob, vogliamo mettervi a conoscenza delle startup, a nostro avviso, più curiose relative ai 3 sport più praticati al mondo.

WESII (CALCIO)

Wesii è una startup italiana fondata nel 2016 che opera all’interno del settore dei droni e delle riprese aeree. L’azienda di Maurizio Migliazzi offre al pubblico un’ampia esperienza nel telerilevamento aereo, in modo tale da offrire agli acquirenti un’analisi dettagliata di diversi parametri. In particolare, la startup con sede a Chiavari sta iniziando ad avere successo all’interno del mondo del pallone, nonché lo sport più popolare del pianeta e che vede coinvolto un numero elevato di investitori. I droni sono in grado di registrare diverse informazioni, attraverso dei sensori capaci di valutare lo spettro di radiazione riflessa dal manto erboso, tra cui la scivolosità e la pesantezza del terreno, la scorrevolezza della palla e il grado di umidità. Sulla base di questi dati, i giocatori potranno scegliere le scarpe adatte e come gestire le proprie forze in maniera uniforme per tutta la durata della partita. Recentemente, prima di un derby, il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ha invitato un equipe di Wesii all’interno del centro sportivo blucerchiato per testare i propri prodotti e utilizzarne i risultati in vista dell’importante match.

MYAGONISM (BASKET)

Non sono calcio, ed ecco quindi che spunta MYagonism, un’azienda fondata nel 2013 da Paolo Raineri e Lorenzo Lanzieri. Il progetto si basa sull’esperienza di gioco del basket, sport che oltre alle doti fisiche, mette in luce un accumularsi di energie nervose e dettagli mentali. Otre allo strapotere personale dei giocatori, infatti, la pallacanestro si basa sui momenti e su quanto un giocatore sia focalizzato e concentrato durante della partita. L’azienda italiana offre diversi servizi, tra cui la possibilità di registrare le statistiche di un giocatore durante l’arco della stagione, ma soprattutto, tramite un wearable hardware, quindi un accessorio che si indossa durante la partita, lo staff tecnico è in grado di analizzare la prestazione di un giocatore in tempo reale. In questo modo, alla percezione personale e umana si aggiunge il device progettato da MYagonism che indica all’allenatore chi è più in forma in un preciso momento.

PULSEPLAY (TENNIS)

Quante volte durante una partita di tennis, dopo 2 estenuanti ore di gioco, si fa difficoltà a ricordarsi il punteggio? Purtroppo, in assenza dell’arbitro, del giudice di linea e dei raccattapalle, spesso si perdono troppe energie necessarie ad effettuare i migliori gesti tecnici. Pulseplay, fondata dall’ex tennista israeliano Andy Ram, è una startup, finanziata tramite una campagna di crowdfunding su Indiegogo, che ha sviluppato un orologio ergonomico utile a tutti gli appassionati del mondo del tennis. Lo strumento permette di aggiornare il punteggio in tempo reale con un semplice click sullo schermo dopo lo scambio concluso, in modo tale da lasciar libera la mente ed evitare discussioni riguardo al risultato. La particolarità di questo orologio è che ad annunciare il cambiamento del punteggio sono delle voci personalizzabili come quella di Barack Obama o di Homer Simpson. Inoltre, il prodotto di Pulseplay permette agli utenti di registrare i risultati di tutte le partite, di classificare i giocatori e di trovare avversari dello stesso livello di abilità.

 

Tra startup e sport

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Da sempre l’attività fisica è considerata un elemento fondamentale all’interno della società. In passato era necessario inseguire una preda per cacciare, o trasportare dei pesi con l’utilità di fornire materie di prima sopravvivenza ai propri familiari. Al giorno d’oggi, nonostante lo sviluppo tecnologico abbia permesso di lavorare e vivere in maniera meno faticosa, lo sport rimane al centro della vita di ogni persona. Sia per tenersi in forma che per passione, difficilmente esiste qualcuno che non pratichi dell’esercizio fisico a livello agonistico o dilettantistico.
Nel decennio della divagante espansione della concezione imprenditoriale, si stanno sviluppando numerose startup che agiscono con l’intento di cambiare la classica idea di fare sport, stimolando gli utenti ad una vita più sana e cercando di evitare l’aspetto monotono e ripetitivo dell’allenamento quotidiano.

HYPE FOUNDATION E SPIN LAB

Hype Sports Innovation è una piattaforma mondiale che connette tra loro gli attori dell’innovazione sportiva; in altre parole, è un’azienda che si impegna ad aiutare giovani imprese a immettersi nel mercato globale dopo aver lanciato il proprio prodotto. I fondatori basano il loro business sulla concezione che lo sport e l’innovazione possano essere le soluzioni migliori per creare un maggiore impatto all’interno di un mondo che sta diventando sempre più diviso e confuso.
Il progetto di Hype Foundation prevede un periodo di formazione ben specifico al fine di trasformare le startup in aziende che possono operare immediatamente su larga scala. Per raggiungere il proprio obiettivo l’acceleratore si serve di diversi programmi di affiliazione chiamati Spin Lab, in cui cerca di espandere la propria missione al di fuori del territorio di competenza. Nel 2017 Hype Foundation ha creato una rete globale di acceleratori di “startup sportive” con l’aiuto di quattro istituti appartenenti a tre diversi continenti. Oltre alle università di Londra, Queensland e San José, salta subito all’occhio la collaborazione con Trentino Sviluppo e l’Università di Trento. I due enti regionali hanno sposato il programma globale di accelerazione che si focalizza sullo sviluppo dell’innovazione in ambito sportivo, con l’aiuto del polo tecnologico di Rovereto in grado di offrire ai partecipanti strutture e servizi adatte e all’avanguardia. Per un periodo di quattro mesi, Trentino Sviluppo si è messa a disposizione per aiutare alcune startup sportive ad organizzare il proprio business, fornendo direttive specifiche. In generale, ogni Spin Lab è in grado di mettere a disposizione ai propri partecipanti un contatto diretto con oltre 26.000 investitori legati al mondo dello sport, sicuramente un ottimo trampolino di lancio per chi ha una buona idea e non sa come espanderla.

ALCUNE STARTUP SPORTIVE

A giorno d’oggi, diverse persone, al di là dei medici e dei professionisti, credono che lo sport sia fondamentale per condurre una vita sana a livello fisico e mentale. Per tale motivo, nell’ultimo decennio, si sono sviluppate diverse startup sportive e innovative in ambito dell’attività fisica.
Fightec ha creato un dispositivo per chi pratica boxe o arti marziali, che si basa su un sotto-guanto in grado di registrare tutte le performance specifiche di un atleta, tra cui l’accelerazione, la velocità e la forza.
Triboom è una community di crowdfunding per lo sport in Italia. Il principio è molto semplice, l’idea si costituisce sulla riunione dei tifosi all’interno della piattaforma per permettere agli stessi di fare una donazione in favore della loro squadra del cuore, in modo tale da ricevere un sostegno economico e organizzare alcune manifestazioni difficilmente realizzabili.
A livello locale, invece, stanno raggiungendo ottimi risultati le applicazioni Fubas, piattaforma per vedere in tempo reale i risultati delle partite di calcio dilettantistico regionale, e Chatfit, startup che riunisce diversi utenti vogliosi di praticare sport in compagnia.

Lavorare con i videogiochi

By | Gaming, Work

Il mondo dei videogiochi nasce nel 1950 e vede l’inizio della sua massima espansione attorno al 1970. Più comunemente, in Occidente, lo sviluppo di piattaforme videoludiche estendono le proprie origini nelle cosiddette sale giochi, dove i clienti potevano interagire con lo schermo tramite console primordiali composte da un joystick e quattro pulsanti. Con l’avvento di Nintendo 64, Play Station 1 e, soprattutto, Play Station 2, il mondo dei videogiochi raggiunge la sua massima diffusione, diventando una valvola di sfogo per millioni di adolescenti. Con la ventata di novità, le case produttrici, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie, sono alla continua ricerca di quei pezzi mancanti per raggiungere la macchina perfetta che non necessiti di ulteriori migliorie. A giorno d’oggi, le piattaforme più avanzate sono PC, Xbox One e Play Station 4 con tutte le rispettive versioni.
L’ambiente dei videogame ha portato con sé una nuova branchia economica e un mercato su cui molti investitori hanno puntato e stanno puntando tuttora; in effetti, a giorno d’oggi, il numero di rivenditori è aumentato a dismisura, raggiungendo picchi in cui l’offerta supera di gran lunga la domanda.
Difficilmente, qualche ragazzo non ha trascorso interi pomeriggi con gli occhi attaccati allo schermo per poter completare una missione o solamente per sfidare un suo amico, di conseguenza è quasi impossibile che un soggetto non si sia appassionato ai videogame ed al mondo che gli giri attorno.
Che bello sarebbe poter guadagnarsi da vivere giocando alla Play Station cinque ore al giorno? Il sogno di tutti, eppure qualcuno ce l’ha fatta, scopriamo come!

GAME TESTER

Si contatta qualche azienda specializzata, i gestori inviano una bella confezione incartata contenente il disco, si inserisce il gioco nella console, ci si diverte e successivamente si scrive una recensione, lo si promuove o si inviano dei feedback per far sì che l’esperienza di gioco possa diventare ancora più emozionante. Cosa c’è di più bello? Ah, dimenticavo, per fare questo si viene pagati! La professione del Game Tester è molto diffusa a giorno d’oggi e Gaming Jobs Online è un’impresa che aiuta gli appassionati ad entrare in tale mondo. Tramite questa piattaforma online, chiunque decida di partecipare al progetto può guadagnare recensendo videogame, testando alcuni giochi inediti in via di sviluppo o, più semplicemente, ricevendo alcuni gadget ed inviti a conferenze e fiere a livello mondiale. Le case sviluppatrici si affidano ad aziende come Gaming Jobs Online o a game tester privati per ottenere il maggior numero di feedback possibile, in modo tale da far sentire il cliente al centro del progetto, sviluppare un gioco secondo i loro gusti e vendendo di più al momento del lancio del prodotto.

SOCIAL GAMING

“Sono uno YouTuber”. Quante volte ormai abbiamo sentito questa risposta alla domanda riguardante la professione di qualcuno. Essere uno YouTuber, generalizzato a colui che lavora mostrando le sue doti all’intero web, è un lavoro molto diffuso e si lega di gran lungo al mondo del gaming. Basta digitare su YouTube il titolo di qualsiasi videogioco e il risultato delle ricerche conducono a migliaia di video in cui qualche abile video giocatore commenta la propria partita ai suoi iscritti. YouTube Gaming, infatti, è una sezione generata dall’azienda stessa che permette di raccogliere tutti i video migliori e più famosi riguardanti il mondo videoludico.
Una consuetudine che si sta sviluppando negli ultimi anni è quella delle live. Un ragazzo sistema la propria telecamera e si riprende mentre gioca, nel frattempo, il pubblico può interagire con lui in diretta, dandogli qualche consiglio o semplicemente richiedendogli una determinata prestazione videoludica. In questo caso, anche se da qualche tempo YouTube ha sviluppato un sistema che permette ai creatori di trasmettere video in diretta, il colosso mondiale delle live rimane TwitchTv, acquistata recentemente da Amazon alla sontuosa cifra di 970 milioni di dollari.

I più “attempati” si mangeranno le mani per aver passato tutte quelle ore con un joystick in mano senza guadagnare un euro, ma ora, grazie a queste nuove possibilità, molti giovani hanno deciso di intraprendere il viaggio del videogioco visto come possibilità professionale. Tu potrai essere il prossimo, basta crederci e avere delle pupille molto resistenti!

Travel blogger, guadagnare viaggiando

By | Work

A giorno d’oggi, viaggiare è diventato uno dei punti cardini della vita di ogni persona in riferimento all’ambito professionale o a quello puramente turistico. Nella storia dell’umanità, siamo la generazione in grado di vantare la più grande possibilità di conoscere il mondo e molti lo hanno capito, costruendo il proprio business attorno all’esplorazione. Il travel blogger è una figura professionale sorta da qualche anno grazie allo sviluppo di nuove tecnologie per registrare i propri spostamenti e renderli pubblici.
Non sarebbe il sogno di chiunque poter guadagnare documentando i propri viaggi? Noi di Yob lo abbiamo chiesto a Giovanni del Bianco, un vero e proprio esperto, nonché travel blogger di Brescia, che ci ha spiegato i trucchi del mestiere e le difficoltà che incontra ogni giorno nel svolgere il suo lavoro.

CARATTERISTICHE DEL TRAVEL BLOGGER

Tra un aereo e l’altro, tra Istanbul e New York, Giovanni, fondatore della pagina “i viaggi di Gio del Bianco”, ci ha spiegato in dettaglio le qualità necessarie per diventare un vero e proprio travel blogger.
Innanzitutto bisogna essere multiskill, un vero e proprio tuttofare in grado di gestire i social, le proprie risorse e di creare un proprio format. In un mercato saturo come quello attuale, dove molte persone hanno deciso di intraprendere il “business del viaggio”, bisogna essere in grado di distinguersi, di trasmettere emozioni diverse dagli altri. Accendere il cervello e capire cosa va di moda, prendere spunto da qualcuno di più famoso, rielaborando secondo la propria personalità le informazioni prelevate. Il presupposto è documentare le proprie passioni, trasmettendo le emozioni ad un pubblico che fisicamente non può partecipare allo spettacolo che si sta riprendendo.
Un’altra caratteristica fondamentale per un travel blogger è quello di buttarsi, non esitare ed essere determinati nell’intraprendere quest’esperienza il prima possibile, in modo tale da riuscire a costruirsi la propria personalità narrativa. Il concetto di base è molto semplice: basta uno zaino, una telecamera e tanta voglia di fare. Bisogna essere sognatori, credere che una propria passione possa diventare un lavoro e vivere per ciò che si ama fare.
Esplorare significa mettersi in gioco, conoscere nuove culture ed imparare nuove lingue, elementi fondamentali in un mondo sempre più globalizzato come in quello in cui viviamo. Viaggiare porta le persone ad aprire la mente e a conoscere realtà lontane dalla propria, così da scoprirne le differenze e catturarne qualche segreto.

PERCHÉ IL PUBBLICO É INTERESSATO AL VIAGGIO?

Con lo sviluppo di Internet, viaggiare è diventato molto più semplice. Scoprire posti nuovi o decidere dove andare non è mai stato così facile. Anche grazie a figure come i travel blogger, che riescono ad appassionare il proprio pubblico in maniera sempre più convincente.
A questo tema si lega anche il problema economico, perché si sa, viaggiare costa, i mezzi di trasporto hanno un determinato prezzo e non sempre si possiedono le giuste attrezzature o indumenti per imbattersi in specifici panorami. Come suggerisce Giovanni, però, ormai esistono diversi pacchetti low cost, che offrono alloggi e trasporti a cifre modiche e accessibili a un vasto pubblico. La differenza è sottile e spesso il concetto si accomuna, ma viaggiare non sempre coincide con il termine vacanza. Viaggiare è esplorare, addentrarsi in posti nuovi, alla base non esiste l’esclusivo concetto di relax e di conseguenza non si cerca la sistemazione a cinque stelle, bensì qualcosa che ti permetta di vivere esperienze uniche. 

Gio del Bianco è riuscito a conciliare il viaggio, una delle attività più belle ed emozionanti che si possa intraprendere, con il proprio lavoro, vivendo per l’esplorazione ed esplorando per vivere. Ora conoscete tutti i trucchi del mestiere, prendete un bel respiro e fatevi coraggio, sarà un viaggio bellissimo!

Le tre innovazioni portate dalla stampante 3D

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Il viaggio verso i lavori del futuro, come già anticipato nel nostro precedente articolo, passa senza dubbio attraverso la stampante 3D. Tale macchinario è in grado di replicare un progetto in formato CAD, elaborato su un computer, e trasformarlo in un vero e proprio oggetto in tre dimensioni. Di norma, la creazione del prodotto avviene tramite la fusione di un filo di plastica e la successiva modellazione da parte di un braccio meccanico al fine di creare l’utensile desiderato.
Entrando più nello specifico, però, quali possono essere le creazioni più innovative prodotte da una stampante 3D?

UN CUORE STAMPATO IN 3D

Alcuni esperti nel settore stanno studiando la stereolitografia come metodo alternativo alla costruzione di protesi anatomiche. I dottori, assieme ai tecnici specializzati nell’utilizzo della stampante 3D, possono essere in grado di costruire e personalizzare qualsiasi tipo di organo a seconda del paziente, riuscendo a produrre determinate parti del corpo in un tempo molto breve.
Un team di ricercatori svizzeri, guidati da Nicholas Cohrs, ha progettato la realizzazione di un cuore prodotto interamente in silicone tramite una stampante 3D. L’invenzione ha dell’incredibile e potrebbe aprire nuovi scenari per la creazione di organi a basso costo, anche se, come sostengono gli stessi esperti del Politecnico Federale di Zurigo, la strada è ancora lunga e tortuosa. Il cuore, infatti, è stato testato attraverso un liquido altamente simile all’ambiente presente all’interno di un corpo umano, causando la rottura dell’organo dopo soli 45 minuti di utilizzo. In questo momento, quindi, può essere utilizzato solamente come “macchina” di transazione temporanea in attesa di un vero e proprio trapianto. I rischi ulteriori possono essere delle infezioni a causa dei materiali utilizzati, o la mancanza di funzionamento immediato dovuto alle dimensione eccessivamente grandi del cuore stampato.

UN NUOVO METODO PER CUCINARE

Byflow, una start-up olandese, ha iniziato a mettere in commercio delle stampanti in 3D in grado di creare cibo e pietanze molto elaborate. In questo caso, ovviamente, il materiale utilizzato consiste in qualcosa di commestibile e digeribile a seconda del piatto che si vuole creare. A Londra, grazie all’ausilio dell’azienda sopracitata e dello chef Jan Smink, è stato recentemente aperto Food Ink, il primo ristorante che presenta nel suo menù portate esclusivamente create tramite una stampante 3D. Una rivoluzione totale all’interno del mondo culinario, che già fantastica di risparmiare quelle ore di allenamento per imparare ad impiattare con precisione.
Food Ink è un ristorante che offre un’esperienza culinaria gourmet nella quale il cibo e gli utensili, posate e piatti compresi, sono creati interamente con una stampante 3D. Un paradiso all’avanguardia, dove la cucina incontra l’arte, la filosofia e le tecnologie del futuro.

DOPO UN GIORNO AVRAI LA CASA DEI TUOI SOGNI

La stampante 3D creata dalla società russa Apis Cor è in grado di costruire un’abitazione di 37 metri quadrati in sole 24 ore. Il macchinario, con un’innovativa forma a gru, in grado di poter ruotare intorno al suo asse di 360 gradi e di raggiungere qualsiasi punto desiderato, riesce a creare dei moduli lavorati col cemento che devono essere successivamente assemblati in loco.
Sul mercato, il macchinario di Apis Cor si differenzia dalle concorrenti per la capacità di costruire direttamente sul terreno da edificare, riuscendo a fornire alla futura abitazione tutto il necessario per durare 175 anni.
La casa, che viene venduta alla modica cifra di 279 euro al metro quadro per un totale di circa 10.000 euro, presenta un’estensione di 37 metri quadri ed include il costo dei lavori di costruzione, del tetto, del sistema di riscaldamento e delle rifiniture esterne ed interne. Nikita Chen-yun-tai, fondatore dell’azienda, ha dichiarato di voler diventare il primo costruttore a risolvere i problemi abitativi nel mondo.

Questi sono solo 3 esempi di cosa si può creare con la stampante 3D; ora è il tuo turno, sei pronto?

Stampante 3D, un passo verso il futuro

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Tra le invenzioni più all’avanguardia del XX secolo spunta la costruzione di un macchinario altamente innovativo all’interno del panorama mondiale: la stampante 3D.
Lo strumento viene pensato definitivamente nel 1986, anno in cui Chuck Hull decide di pubblicare il proprio brevetto riguardo alla stereolitografia.
Questa viene definita dallo stesso ingegnere come “un sistema per generare oggetti tridimensionali basato sulla creazione di un modello trasversale dell’oggetto da costituire, sulla superficie di un medium fluido capace di alterare il suo stato fisico in risposta a stimoli sinergici quali radiazione incidente, bombardamento di particelle o reazioni chimiche, in lamine adiacenti che rappresentano le sezioni trasversali adiacenti successive dell’oggetto che si integrano tra loro, provvedendo ad una progressiva crescita per apposizione dell’oggetto desiderato, per cui un oggetto è creato da una superficie sostanzialmente planare del medium fluido durante il processo di formazione.”
In altre parole, la stereolitografia è un processo che permette di creare oggetti tridimensionali a partire da file digitali. Come? Attraverso una “semplice” stampante 3D, nonché l’aspetto fisico di uno studio altamente specializzato e complesso.

FUNZIONAMENTO

Semplicemente, la stampante 3D riesce a captare e rielaborare un progetto digitale in formato CAD, architettato su programmi specifici per computer. Dopo che il progetto viene inviato al sistema di stampa, il macchinario è in grado di sciogliere il materiale solido, tendenzialmente un filo di plastica colorato, tramite un sistema a calore e a muoversi su un piano di alluminio. Su questo, un braccio meccanico riesce a rendere concrete le indicazioni del disegno precedentemente elaborato.
Per una maggiore comprensione è bene andare a vedere questo breve video, dove viene spiegato in maniera concisa il funzionamento del macchinario, con il supporto visivo del completo procedimento di produzione.

VANTAGGI E SVANTAGGI

La stampante 3D viene utilizzata per la creazione di elementi piccoli e difficilmente replicabili a mano con precisione. I software utilizzati per progettare gli oggetti, dopo un attento studio, possono essere adoperati anche da persone meno esperte nel settore (ad esempio da studenti, come nel caso dell’Istituto Rainerum di Bolzano) per concretizzare le loro idee. Per gli appassionati meno creativi e conoscitori di programmi che permettono di creare disegni in formato CAD esistono diversi siti online, come GrabCAD, che offrono progetti già pronti per essere mandati in pasto alla stampante.
D’altro canto, tale macchinario possiede alcuni svantaggi, rimarcando il fatto di essere ancora un prodotto al suo stato “primordiale” e non di comune utilizzo. Il primo deficit consiste nel limite relativo alle misure, per ovvi motivi, infatti, un apparecchio delle dimensione di una stampante 3D, non è in grado di poter creare oggetti mastodontici. Inoltre, il procedimento che porta alla creazione di questi prodotti è veramente lungo ed estenuante, si parla di ore, ma anche di giornate in attesa della conclusione del processo.

UTILIZZO

A giorno d’oggi, è bene sottolineare che esistono diversi modelli di stampante 3D che, a seconda delle dimensioni, sono in grado di costruire oggetti più o meno grandi. Alcune, molto costose e non comuni, possono essere utilizzate per la produzione di componenti meccanici particolarmente elaborati, altre, invece, risultano utili per la creazione di piccole protesi e strumenti impegnati, successivamente, come base per interventi medici.
Generalmente, questi macchinari vengono adoperati per la formazione di prototipi o modelli che andranno ad essere il punto di partenza per creazioni ulteriormente complesse. L’utilizzo relativo alla realizzazione di oggetti domestici sta crescendo esponenzialmente soprattutto negli Stati Uniti, anche se ancora fatica a decollare a causa dell’elevato prezzo e dei costi relativi allo strumento.

In conclusione, si può affermare come la stampante 3D rappresenti un passo verso il futuro, un piccolo tassello strettamente legato all’innovazione, che può innescare un processo verso la formazione di nuove professioni, la creazione del proprio business, o semplicemente verso la produzione di oggetti domestici totalmente personalizzabili.

Cosa fare dopo la maturità

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Terminato l’esame orale di maturità, si esce dall’aula, soddisfatti o meno, in lacrime o con un sorriso a 32 denti, ma con una sola certezza: la scuola è finita. Non ci si dovrà più alzare alle 7 del mattino, passare in latteria a prendere la merenda, dirigersi verso i cancelli con gli occhi gonfi e sedere obbligatoriamente su un banco di legno.
Sicuro? Non è sempre così, infatti, bene o male, intraprendendo qualsiasi percorso futuro, una gran parte della quotidianità appena abbandonata farà il suo ritorno e accompagnerà ogni persona per il resto della vita.
Cosa fare dopo la maturità?
Una domanda che ogni studente si pone e che non sempre riesce a trovare una risposta adeguata. Le soluzioni sono due, con tutte le loro diverse sfaccettature: proseguire gli studi o intraprendere un percorso professionale.
Nel primo caso, l’Università è la scelta più comune. Si prende una materia d’interesse, la si combina il più possibile con le passioni personali e si sceglie il corso di laurea che più si addice. A parole è facile, ma non è così scontato come sembra.
Collegati all’ambito dell’istruzione è possibile scegliere dei corsi di specializzazione. Una volta finita la scuola, nella maggior parte dei casi un istituto a indirizzo tecnico, si vuole mettere realmente in pratica ciò che si ha imparato sui banchi. In diversi casi, infatti, servono dei corsi specifici per permettere a un “maturato” di poter ottenere le competenze per operare in un determinato settore.
Infine, la soluzione a giorno d’oggi più sottovalutata, è intraprendere, fin da subito, un percorso professionale. Che sia un’azienda familiare, un ente pubblico o un’impresa privata, immettersi immediatamente nel mondo del lavoro è una sfida complicata che allontana i giovani dalla quotidianità scolastica.

ESEMPI PRATICI

Per quanto riguardo l’ambito universitario non c’è molto da aggiungere, se non consigliare di armarsi di tanta perseveranza e mettersi in testa che per altri 3 o 5 anni la vita sarà simile a quella scolastica, con un piccolo spiraglio di indipendenza in più e con tanta vita sociale in meno.
Per quanto riguarda i corsi di specializzazione, invece, attualmente, sul mercato provinciale, è presente un’offerta altamente diversificata (visita: corsiepercorsi.retecivica.bz.it per ulteriori informazioni). La possibilità di scelta potrebbe risultare addirittura troppo vasta e, spesso, si rischia di scegliere materie inutili per le proprie ambizioni. I corsi più gettonati sono legati alla professione di agente immobiliare, agente di commercio e artigiano. Nei primi due casi, solitamente, è richiesto un percorso di lezioni che si conclude con un esame finale che fornirà un certificato ufficiale che indicherà la professione raggiunta. È bene ricordare che questi due tipologie di lavoro, solitamente, vengono retribuite a provvigione, di conseguenza in base ai risultati ottenuti. Per quanto riguardo il mondo dell’artigianato, i corsi variano da settori come l’elettronica, l’idraulica o, più in generale, la gestione dei lavori o di un cantiere. Allontanandosi dall’aspetto formativo, le lezioni possono essere viste come punto di incontro tra persone che possiedono gli stessi interessi. Creare una valida rete di contatti può risultare l’arma in più per fondare il proprio business; confrontando le proprie idee, infatti, si possono trovare i giusti stimoli e, perché no, un futuro partner con cui portare avanti il proprio progetto. Collegandosi a tale discorso, è bene introdurre un’altra possibilità professionale, ovvero quella di “inventarsi” il proprio lavoro, ciò a cui punta sempre più la giovane generazione, stufa del posto standard. Grazie all’ausilio della tecnologia e dei nuovi mezzi di comunicazione, nascono così nuove figure come gli youtubers, i gamer e i food blogger, i quali stanno avendo molto successo a giorno d’oggi.
È bene tenere a mente, però, che entrare subito nel mondo del lavoro, come già detto precedentemente, è una sfida molto complicata, ma che può portare a numerose soddisfazioni personali e formative.

VANTAGGI E SVANTAGGI

Per quanto riguarda i percorsi universitari, gli svantaggi si legano particolarmente all’impossibilità di recepire uno stipendio per ulteriori anni. Un supporto familiare o dei lavoretti part-time potrebbero rappresentare la giusta soluzione. D’altro canto, una volta finiti gli studi si avranno molte porte aperte per trovare il lavoro dei propri sogni, o per costruirsi la propria strada professionale autonomamente.
I corsi di specializzazione renderanno un candidato molto più accattivante ed esclusivo. È bene non pensare, però, che queste certificazioni possano essere considerate dei sostituti alla laurea, tuttavia, assumono un valore aggiuntivo se abbinati ad un percorso universitario.
Un immediato lavoro permette di avere dei guadagni diretti, ma una minima possibilità nello scalare le gerarchie e conquistare un posto di spessore all’interno dell’azienda in cui si lavora.
Come ultima folle possibilità è presente quella di conciliare tutte e 3 le attività, decidendo di frequentare l’università, lavorare e seguire dei corsi di specializzazione, costruendo, così, un ottimo Curriculum Vitae, ma sfiorando la crisi nervosa.
In ogni caso: buona fortuna e ricordate che l’impegno e la dedizione pagano sempre!

Come combattere la disoccupazione

By | Work

La disoccupazione, ovvero la mancanza di un lavoro retribuito, è un fenomeno molto comune all’interno della realtà giovanile. D’altro canto, però, è bene sostenere che, in molti casi, è una condizione temporanea che spesso si conclude con l’assunzione di un candidato dopo un moderato periodo di tempo.
Stando a quanto riporta il sito altoadige.it, la situazione generale nella nostra regione continua da anni ad essere estremamente positiva sotto questo fronte, evidenziando nel 2017 un tasso di occupazione del 74% degli altoatesini tra i 15 e i 64. Sono, quindi, “solo” 7000 le persone che possono ritenersi disoccupate, di cui una parte sono giovani dai 16 ai 30 anni.
Chi si trova in questa situazione non deve disperarsi, bensì rimboccarsi le mani e aprire gli occhi, perché, con un minimo di sacrificio, trovare un posto di lavoro non è un’impresa così ardua.

COME TROVARE UN POSTO DI LAVORO

Avete finito il vostro percorso di studio o lo avete interrotto anticipatamente e siete alla disperata ricerca di un’occupazione. Dopo numerose ricerche non avete ancora trovato nulla, come fare?
La prima cosa è prendere una boccata d’aria e non farsi sopraffare dall’ansia, che non porta mai a risultati positivi. In secondo luogo, è bene essere a conoscenza di determinate piattaforme online o di agenzie la cui funzione è quella di collegare un soggetto ad un’azienda, in modo tale da favorirne entrambe le parti.

Riferendosi ai portali digitali, senza dubbio, uno dei più famosi è Infojobs (www.infojobs.it) che offre una buona varietà di attività disponibili e pronte ad essere occupate. I giovani che trascorrono il loro tempo sui social network non possono non essere a conoscenza di LinkedIn, una piattaforma all’apparenza tanto complessa. Il meccanismo, invece, è molto semplice; bisogna effettuare la registrazione, inserendo i dati fondamentali del Curriculum Vitae, mettendo in mostra le proprie esperienze passate e la formazione personale. Successivamente è sufficiente cercare le pagine delle varie aziende, le quali inseriscono sul proprio profilo delle offerte di lavoro concrete. Molto più legato alla nostra regione, invece, è possibile consultare la sezione “trovare lavoro” del sito della Provincia di Bolzano (www.provincia.bz.it/lavoro-economia/lavoro/trovare-lavoro.asp), che viene aggiornata quotidianamente presentando diverse possibilità di apprendistato e tirocinio, concorsi pubblici o offerte per altre qualificazioni. Infine, come i più vecchi dei metodi, basta presentare il proprio curriculum ad un’azienda, inviare una e-mail, o rivolgersi ad un’agenzia specializzata nella selezione del personale, tra cui spicca il nome di Adecco.

REQUISITI E CONSIGLI PER TROVARE UN’OCCUPAZIONE

Le vie per presentare la domanda le abbiamo annunciate precedentemente, ma quali sono le abilità e i requisiti necessari per sconfiggere la disoccupazione?
In primo luogo, ognuno deve obbligatoriamente avere un Curriculum Vitae accattivante, specchio della carriera professionale e formativa di ogni singola persona, nonché la base, assieme al colloquio, su cui un’azienda valuta la candidatura.
Un piccolo consiglio è quello di sapersi accontentare, che non deve essere frainteso come una sconfitta, bensì, come uno stimolo che spinge un disoccupato ad accettare una proposta poco allettante, per poi puntare ad una di maggior spessore. Rimanere costantemente aggiornati è un fattore fondamentale per chi è alla ricerca di un lavoro, seguire dei corsi, migliorare la confidenza con le lingue straniere e modularsi a seconda dell’offerta, possono risultare dei piccoli trucchetti vincenti. Mai demoralizzarsi se si riceve un “no”, è bene sapere che alcuni dei più famosi imprenditori si sono visti chiudere numerose porte in faccia, per poi, qualche anno dopo, riuscire a surclassare chi in passato li aveva rifiutati. Infine, un altro elemento fondamentale è quello di saper cogliere le occasioni al volo, sacrificando, a volte, qualche passatempo e una parte di vita sociale.

Lavorare ed intanto guardarsi attorno, in cerca di possibilità professionali in linea con le passioni e la formazione personale, potrebbe risultare un’ottima soluzione. Avere un lavoro, però, ha come scopo principale il fatto di avere un sostegno economico sufficiente per vivere la vita dignitosamente. La rivista settimanale Panorama ha stilato una lista di professioni molto richieste a giorno d’oggi, così da aiutare chi, dopo estenuanti ricerche, non ha ancora trovato un attività (https://www.panorama.it/economia/lavoro/italia-lavori-di-cui-ce-bisogno/).

In generale, la disoccupazione è un problema delicato e che dipende da molti fattori sociali. Il consiglio più grande è quello di non demoralizzarsi e credere nei propri mezzi, perché, in alcuni casi, trovare un lavoro non è facile, ma con impegno e dedizione ognuno ha la possibilità di sconfiggere la mancanza di un impiego.

Photo by Angello Lopez on Unsplash

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