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C’è un edificio in Corso Italia, a Bolzano, che è rimasto chiuso per più di vent’anni.

Un tempo le persone lo utilizzavano per chiamare altre persone: si entrava al primo terra, si sceglieva una cabina telefonica e, dopo la chiacchierata, si andava a pagare per il servizio al bancone.

Il mondo lontano dei Telefoni di Stato è ammuffito come i suoi spazi. Polvere, ragnatele e pareti fatiscenti emanano il vero sapore di una realtà che non esiste più. Ma la lontananza da quei telefoni muniti di cornetta, come le pareti del palazzo in Corso Italia, più che inorridire, stupiscono. 

E dovrebbe essere lo stupore a guidare il nuovo progetto che prenderà piede all’interno di quell’edificio. Si immagini di fare un salto in avanti di sei anni e ritrovarsi in questi luoghi, ormai rinnovati seguendo il progetto promosso dalla Provincia Autonoma di Bolzano.

Un via vai d’idee, creatività, ragazze e ragazzi di tutte le età e provenienza, con l’obiettivo comune di dare il proprio contributo al mondo, grazie alle loro conoscenze e potenzialità creatrice. Ex Telefoni di Stato (ETS) è un luogo luminoso, dove decine e decine di persone condividono spazi nella ricerca di un progetto che possa facilitare l’accesso al mondo del lavoro, se non addirittura crearlo ex-novo. Ci sono pause caffè in cui conoscersi, parlare dei propri sogni, mostrare piani e ascoltare pareri. Ci sono battute, discussioni e sudore. Ci sono nottate passate alla scrivania a lavorare. E tutto questo, in un ambiente piacevole e adeguato all’obiettivo comune: vivere sentendosi soddisfatti di ciò che si fa.

Ormai l’idea dell’uomo che si fa da sé non è molto quotata. Se non si condivide, discute, parla, progetta insieme ad altre persone, l’obiettivo stesso sarà claudicante e incerto. Sarà difficile – se non impossibile – realizzarsi prendendo solamente se stessi come riferimento. Progetti come quelli di ETS, ovvero la creazione di spazi di co-working e co-linving, permettono invece la formazione di sinergie essenziali per la realizzazione di progetti e individui sempre migliori.

Si tratta di spazi in cui almeno 114 persone potranno fruire del servizio di co-working, 36 individui avranno la possibilità di viverci. Allo stesso tempo altri spazi saranno aperti a tutti: dalla possibilità d’incontro per riunioni, così come per una pausa pranzo, una cena o una caffè al bar per garantire una fruibilità a 360° per l’intera cittadinanza e non solo.

Le grandi potenzialità di questo progetto stanno nella sua intrinseca possibilità a mutare a seconda delle esigenze. Se il suo spirito porta i segni dell’innovazione e della trasformazione culturale, le sue possibilità sono modellabili alle evenienze del tempo, alle necessità della popolazione, così come alla creatività di chi lì dentro ci abita e lavora. Il futuro è adesso.

Fabio Raffaelli

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