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lavori del futuro

Telelavoro: pro e contro

By | Work

Come già spiegato nel nostro precedente articolo, grazie allo sviluppo di risorse e metodi comunicativi immediati, basati soprattutto sull’utilizzo della connessione ad internet, sono venute alla luce nuove concezioni professionali che si stanno facendo spazio tra le ragnatele della società moderna. In relazione a tale progresso è possibile far riferimento al concetto di telelavoro, ovvero una modalità lavorativa che permette ad un soggetto di svolgere le proprie mansioni da casa, o comunque indipendentemente dalla localizzazione geografica della propria azienda. Non si tratta, quindi, di una nuova professione, bensì di un nuovo modo di intendere il rapporto e l’attività lavorativa. Per tale motivo abbiamo deciso di elencare i pro e i contro relativi ad una carriera fondata su questa nuova modalità lavorativa, cercando di chiarire le idee, fornendo delle linee guida utili per decidere se intraprendere un determinato percorso professionale.

PRO

Il primo presupposto che porta una persona a svolgere una mansione telematica corrisponde sicuramente alla flessibilità degli orari. A chi non piacerebbe alzarsi la mattina e decidere quando e quanto lavorare, gestendo al meglio le proprie forze, rimanendo sulla scrivania qualche ora in più quando si è molto produttivi e staccare la spina immediatamente nel momento in cui lavorare diventa tedioso. Il risparmio è un ulteriore punto di forza del telelavoro, visto come accantonamento di risorse personali, grazie alla possibilità di evitare costi accessori relativi allo spostamento e alle pause pranzo, e come un guadagno di tempo da poter investire nella propria attività. Un’arma a doppio taglio, invece, potrebbe essere quella della “solitudine”. Per tante persone lavorare senza avere colleghi con cui condividere la scrivania è sinonimo di maggior concentrazione portata da un minor livello di confusione. D’altro canto bisogna stare attenti, perché un’eccessiva solitudine potrebbe portare ad un sopravvento da parte della noia, inducendo così le persone a cercare svago in attività estranee al mondo professionale.

CONTRO

Spesso le opinioni altrui hanno un grosso impatto sulla nostra vita e far capire alle persone che si sta lavorando e non giocando non è così semplice, soprattutto quando si decide di intraprendere un’esperienza lavorativa rimanendo all’interno delle mura domestiche. Il pericolo è quello di venire costantemente disturbati, appunto perché considerati sempre a disposizione. Un piccolo consiglio può essere quello di crearsi una postazione di lavoro o un piccolo ufficio all’interno della proprietà, così da far capire a se stesso e agli altri che si sta facendo sul serio. Come già annunciato precedentemente, oltre alla solitudine, bisogna fare attenzione a non lasciarsi andare e trascurare le proprie mansioni. Sicuramente, vedere il proprio divano e la Play Station a pochi passi dalla scrivania è un input distrattivo altamente allettante, ma se combattuto con la giusta mentalità può portare a benefici stimolanti.

In conclusione è bene mettere in allerta i telelavoratori, sostenendo che la soglia tra i pro e i contro è altamente confondibile. Gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori a quelli negativi, sebbene non si invertano l’uno con l’altro. E’ necessario vestirsi adeguatamente nonostante si rimanga in casa, in modo tale da considerarsi psicologicamente operativi, prendersi il proprio tempo da dedicare all’attività professionale e porsi dei limiti. Sostanzialmente, l’esperienza di lavorare da casa può considerarsi positiva, bisogna, però, rimanere accorti e cercare di mantenere separata la propria vita privata.

Lavorare dal divano

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La sveglia suona: è ora di alzarsi e andare al lavoro. Sarebbe bello pensare di poter decidere quando lavorare e quando invece prolungare il sonno almeno per quell’ora che permette ad una persona di uscire dal mondo dei sogni per addentrarsi nella vita quotidiana. Non è una pozione magica e nemmeno stregoneria, ma oggi decidere quando, quanto e come faticare è una possibilità effettiva e concretamente applicabile. Come? Principalmente grazie all’avvento di internet e dell’era del digitale che hanno permesso uno repentino sviluppo delle telecomunicazioni. D’altro canto, pensare ai lavori “fuori sede” esclusivamente sulla base della tecnologia è un forte errore, infatti, anche professioni manuali possono essere tranquillamente svolti sul divano di casa propria. 

Scopriamo assieme quali sono gli impieghi più gettonati che non necessitano di una presenza quotidiana in un luogo fisico.

LAVORI ONLINE

Al giorno d’oggi le possibilità professionali online sono cresciute esponenzialmente, grazie allo sviluppo di una community web molto attiva sui social e nella navigazione in internet. Fashion blogger, web writer o influencer sono tre figure che sono entrate nel mercato di getto, creando una quantità di contenuti a dir poco concorrenziali, tanto da rendere il mercato saturo. La vera difficoltà, infatti, non sta nello svolgere il proprio lavoro, bensì nel creare un pubblico all’interno di un mondo dove si è “uno dei tanti”. Come ogni modello di business, il vincitore è sempre colui che comincia prima, o colui che riesce a catturare sul nascere i segreti dei pionieri imprenditoriali, basti vedere Chiara Ferragni, vera e propria star del web e promotrice del termine “influencer”. Non servono particolari caratteristiche tecniche e nemmeno un ufficio di proprietà, bensì è necessario uno smart phone e una moltitudine di idee in grado di rapire la mente dei visitatori, tanto da convertire il loro stile di vita.

LAVORI MANUALI

Come accennato in precedenza, non esistono esclusivamente lavori collegati al mondo del digitale. Non solo strumenti che si collegano a internet possono essere in grado di sviluppare un lavoro che necessiti di una presenza quotidiana regolare. In generale, la figura del libero professionista, proprio come suggerisce il nome, può gestire la propria vita professionale come più predilige. Due esempi pratici possono fare riferimento alla sartoria e al mondo dei traduttori. Chiunque si occupi di taglio e cucito, infatti, non deve obbligatoriamente fornirsi di un negozio, anche se al giorno d’oggi sembra sempre più essenziale avere un luogo di riferimento, e soprattutto non ha il dovere di avere degli orari fissi. Ulteriormente, anche il traduttore, tralasciando la parte simultanea del mestiere, non ha bisogno di una scrivania e di un computer in un immobile diverso da quello di residenza. Con l’ausilio del web e della casella postale online, arrivano al destinatario testi che vengono convertiti in una lingua diversa da quella originale.

LAVORI DI GESTIONE AZIENDALE

Infine, tutti i lavori di amministrazione e gestione possono essere svolti in una sede remota rispetto a quella ufficiale. Innanzitutto, i programmi presenti nei terminali aziendali, spesso, offrono una versione mobile, in modo tale che chi non è presente in ufficio possa controllare come procede il lavoro. D’altro canto, per un manager che opera su scala internazionale e che passa molte ore sui mezzi di trasporto per raggiungere diverse parti del mondo in un brevissimo arco di tempo, la possibilità di rimanere in contatto con il proprio team è sinonimo di professionalità e di proseguimento dell’attività. 

Le possibilità sono infinite, l’unico consiglio è quello di rimanere accorti a non buttarsi in un mare pieno di squali, dove la concorrenza è esageratamente elevata. Nonostante ciò, come sottolinea l’evidenza, possedere un ufficio non è un elemento essenziale per la conduzione di un business, anche se condividere lo spazio con i propri colleghi potrebbe aumentare l’efficienza del lavoro, così come l’interazione interpersonale.

Tra startup e sport

By | Work

Da sempre l’attività fisica è considerata un elemento fondamentale all’interno della società. In passato era necessario inseguire una preda per cacciare, o trasportare dei pesi con l’utilità di fornire materie di prima sopravvivenza ai propri familiari. Al giorno d’oggi, nonostante lo sviluppo tecnologico abbia permesso di lavorare e vivere in maniera meno faticosa, lo sport rimane al centro della vita di ogni persona. Sia per tenersi in forma che per passione, difficilmente esiste qualcuno che non pratichi dell’esercizio fisico a livello agonistico o dilettantistico.
Nel decennio della divagante espansione della concezione imprenditoriale, si stanno sviluppando numerose startup che agiscono con l’intento di cambiare la classica idea di fare sport, stimolando gli utenti ad una vita più sana e cercando di evitare l’aspetto monotono e ripetitivo dell’allenamento quotidiano.

HYPE FOUNDATION E SPIN LAB

Hype Sports Innovation è una piattaforma mondiale che connette tra loro gli attori dell’innovazione sportiva; in altre parole, è un’azienda che si impegna ad aiutare giovani imprese a immettersi nel mercato globale dopo aver lanciato il proprio prodotto. I fondatori basano il loro business sulla concezione che lo sport e l’innovazione possano essere le soluzioni migliori per creare un maggiore impatto all’interno di un mondo che sta diventando sempre più diviso e confuso.
Il progetto di Hype Foundation prevede un periodo di formazione ben specifico al fine di trasformare le startup in aziende che possono operare immediatamente su larga scala. Per raggiungere il proprio obiettivo l’acceleratore si serve di diversi programmi di affiliazione chiamati Spin Lab, in cui cerca di espandere la propria missione al di fuori del territorio di competenza. Nel 2017 Hype Foundation ha creato una rete globale di acceleratori di “startup sportive” con l’aiuto di quattro istituti appartenenti a tre diversi continenti. Oltre alle università di Londra, Queensland e San José, salta subito all’occhio la collaborazione con Trentino Sviluppo e l’Università di Trento. I due enti regionali hanno sposato il programma globale di accelerazione che si focalizza sullo sviluppo dell’innovazione in ambito sportivo, con l’aiuto del polo tecnologico di Rovereto in grado di offrire ai partecipanti strutture e servizi adatte e all’avanguardia. Per un periodo di quattro mesi, Trentino Sviluppo si è messa a disposizione per aiutare alcune startup sportive ad organizzare il proprio business, fornendo direttive specifiche. In generale, ogni Spin Lab è in grado di mettere a disposizione ai propri partecipanti un contatto diretto con oltre 26.000 investitori legati al mondo dello sport, sicuramente un ottimo trampolino di lancio per chi ha una buona idea e non sa come espanderla.

ALCUNE STARTUP SPORTIVE

A giorno d’oggi, diverse persone, al di là dei medici e dei professionisti, credono che lo sport sia fondamentale per condurre una vita sana a livello fisico e mentale. Per tale motivo, nell’ultimo decennio, si sono sviluppate diverse startup sportive e innovative in ambito dell’attività fisica.
Fightec ha creato un dispositivo per chi pratica boxe o arti marziali, che si basa su un sotto-guanto in grado di registrare tutte le performance specifiche di un atleta, tra cui l’accelerazione, la velocità e la forza.
Triboom è una community di crowdfunding per lo sport in Italia. Il principio è molto semplice, l’idea si costituisce sulla riunione dei tifosi all’interno della piattaforma per permettere agli stessi di fare una donazione in favore della loro squadra del cuore, in modo tale da ricevere un sostegno economico e organizzare alcune manifestazioni difficilmente realizzabili.
A livello locale, invece, stanno raggiungendo ottimi risultati le applicazioni Fubas, piattaforma per vedere in tempo reale i risultati delle partite di calcio dilettantistico regionale, e Chatfit, startup che riunisce diversi utenti vogliosi di praticare sport in compagnia.

Lavorare con i videogiochi

By | Gaming, Work

Il mondo dei videogiochi nasce nel 1950 e vede l’inizio della sua massima espansione attorno al 1970. Più comunemente, in Occidente, lo sviluppo di piattaforme videoludiche estendono le proprie origini nelle cosiddette sale giochi, dove i clienti potevano interagire con lo schermo tramite console primordiali composte da un joystick e quattro pulsanti. Con l’avvento di Nintendo 64, Play Station 1 e, soprattutto, Play Station 2, il mondo dei videogiochi raggiunge la sua massima diffusione, diventando una valvola di sfogo per millioni di adolescenti. Con la ventata di novità, le case produttrici, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie, sono alla continua ricerca di quei pezzi mancanti per raggiungere la macchina perfetta che non necessiti di ulteriori migliorie. A giorno d’oggi, le piattaforme più avanzate sono PC, Xbox One e Play Station 4 con tutte le rispettive versioni.
L’ambiente dei videogame ha portato con sé una nuova branchia economica e un mercato su cui molti investitori hanno puntato e stanno puntando tuttora; in effetti, a giorno d’oggi, il numero di rivenditori è aumentato a dismisura, raggiungendo picchi in cui l’offerta supera di gran lunga la domanda.
Difficilmente, qualche ragazzo non ha trascorso interi pomeriggi con gli occhi attaccati allo schermo per poter completare una missione o solamente per sfidare un suo amico, di conseguenza è quasi impossibile che un soggetto non si sia appassionato ai videogame ed al mondo che gli giri attorno.
Che bello sarebbe poter guadagnarsi da vivere giocando alla Play Station cinque ore al giorno? Il sogno di tutti, eppure qualcuno ce l’ha fatta, scopriamo come!

GAME TESTER

Si contatta qualche azienda specializzata, i gestori inviano una bella confezione incartata contenente il disco, si inserisce il gioco nella console, ci si diverte e successivamente si scrive una recensione, lo si promuove o si inviano dei feedback per far sì che l’esperienza di gioco possa diventare ancora più emozionante. Cosa c’è di più bello? Ah, dimenticavo, per fare questo si viene pagati! La professione del Game Tester è molto diffusa a giorno d’oggi e Gaming Jobs Online è un’impresa che aiuta gli appassionati ad entrare in tale mondo. Tramite questa piattaforma online, chiunque decida di partecipare al progetto può guadagnare recensendo videogame, testando alcuni giochi inediti in via di sviluppo o, più semplicemente, ricevendo alcuni gadget ed inviti a conferenze e fiere a livello mondiale. Le case sviluppatrici si affidano ad aziende come Gaming Jobs Online o a game tester privati per ottenere il maggior numero di feedback possibile, in modo tale da far sentire il cliente al centro del progetto, sviluppare un gioco secondo i loro gusti e vendendo di più al momento del lancio del prodotto.

SOCIAL GAMING

“Sono uno YouTuber”. Quante volte ormai abbiamo sentito questa risposta alla domanda riguardante la professione di qualcuno. Essere uno YouTuber, generalizzato a colui che lavora mostrando le sue doti all’intero web, è un lavoro molto diffuso e si lega di gran lungo al mondo del gaming. Basta digitare su YouTube il titolo di qualsiasi videogioco e il risultato delle ricerche conducono a migliaia di video in cui qualche abile video giocatore commenta la propria partita ai suoi iscritti. YouTube Gaming, infatti, è una sezione generata dall’azienda stessa che permette di raccogliere tutti i video migliori e più famosi riguardanti il mondo videoludico.
Una consuetudine che si sta sviluppando negli ultimi anni è quella delle live. Un ragazzo sistema la propria telecamera e si riprende mentre gioca, nel frattempo, il pubblico può interagire con lui in diretta, dandogli qualche consiglio o semplicemente richiedendogli una determinata prestazione videoludica. In questo caso, anche se da qualche tempo YouTube ha sviluppato un sistema che permette ai creatori di trasmettere video in diretta, il colosso mondiale delle live rimane TwitchTv, acquistata recentemente da Amazon alla sontuosa cifra di 970 milioni di dollari.

I più “attempati” si mangeranno le mani per aver passato tutte quelle ore con un joystick in mano senza guadagnare un euro, ma ora, grazie a queste nuove possibilità, molti giovani hanno deciso di intraprendere il viaggio del videogioco visto come possibilità professionale. Tu potrai essere il prossimo, basta crederci e avere delle pupille molto resistenti!

Travel blogger, guadagnare viaggiando

By | Work

A giorno d’oggi, viaggiare è diventato uno dei punti cardini della vita di ogni persona in riferimento all’ambito professionale o a quello puramente turistico. Nella storia dell’umanità, siamo la generazione in grado di vantare la più grande possibilità di conoscere il mondo e molti lo hanno capito, costruendo il proprio business attorno all’esplorazione. Il travel blogger è una figura professionale sorta da qualche anno grazie allo sviluppo di nuove tecnologie per registrare i propri spostamenti e renderli pubblici.
Non sarebbe il sogno di chiunque poter guadagnare documentando i propri viaggi? Noi di Yob lo abbiamo chiesto a Giovanni del Bianco, un vero e proprio esperto, nonché travel blogger di Brescia, che ci ha spiegato i trucchi del mestiere e le difficoltà che incontra ogni giorno nel svolgere il suo lavoro.

CARATTERISTICHE DEL TRAVEL BLOGGER

Tra un aereo e l’altro, tra Istanbul e New York, Giovanni, fondatore della pagina “i viaggi di Gio del Bianco”, ci ha spiegato in dettaglio le qualità necessarie per diventare un vero e proprio travel blogger.
Innanzitutto bisogna essere multiskill, un vero e proprio tuttofare in grado di gestire i social, le proprie risorse e di creare un proprio format. In un mercato saturo come quello attuale, dove molte persone hanno deciso di intraprendere il “business del viaggio”, bisogna essere in grado di distinguersi, di trasmettere emozioni diverse dagli altri. Accendere il cervello e capire cosa va di moda, prendere spunto da qualcuno di più famoso, rielaborando secondo la propria personalità le informazioni prelevate. Il presupposto è documentare le proprie passioni, trasmettendo le emozioni ad un pubblico che fisicamente non può partecipare allo spettacolo che si sta riprendendo.
Un’altra caratteristica fondamentale per un travel blogger è quello di buttarsi, non esitare ed essere determinati nell’intraprendere quest’esperienza il prima possibile, in modo tale da riuscire a costruirsi la propria personalità narrativa. Il concetto di base è molto semplice: basta uno zaino, una telecamera e tanta voglia di fare. Bisogna essere sognatori, credere che una propria passione possa diventare un lavoro e vivere per ciò che si ama fare.
Esplorare significa mettersi in gioco, conoscere nuove culture ed imparare nuove lingue, elementi fondamentali in un mondo sempre più globalizzato come in quello in cui viviamo. Viaggiare porta le persone ad aprire la mente e a conoscere realtà lontane dalla propria, così da scoprirne le differenze e catturarne qualche segreto.

PERCHÉ IL PUBBLICO É INTERESSATO AL VIAGGIO?

Con lo sviluppo di Internet, viaggiare è diventato molto più semplice. Scoprire posti nuovi o decidere dove andare non è mai stato così facile. Anche grazie a figure come i travel blogger, che riescono ad appassionare il proprio pubblico in maniera sempre più convincente.
A questo tema si lega anche il problema economico, perché si sa, viaggiare costa, i mezzi di trasporto hanno un determinato prezzo e non sempre si possiedono le giuste attrezzature o indumenti per imbattersi in specifici panorami. Come suggerisce Giovanni, però, ormai esistono diversi pacchetti low cost, che offrono alloggi e trasporti a cifre modiche e accessibili a un vasto pubblico. La differenza è sottile e spesso il concetto si accomuna, ma viaggiare non sempre coincide con il termine vacanza. Viaggiare è esplorare, addentrarsi in posti nuovi, alla base non esiste l’esclusivo concetto di relax e di conseguenza non si cerca la sistemazione a cinque stelle, bensì qualcosa che ti permetta di vivere esperienze uniche. 

Gio del Bianco è riuscito a conciliare il viaggio, una delle attività più belle ed emozionanti che si possa intraprendere, con il proprio lavoro, vivendo per l’esplorazione ed esplorando per vivere. Ora conoscete tutti i trucchi del mestiere, prendete un bel respiro e fatevi coraggio, sarà un viaggio bellissimo!

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